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Promuovere un virtual shop: le regole non scritte della pubblicità on-line

Mettere in pratica le migliori tecniche di comunicazione sui prodotti, costruire una grafica incisiva ed accattivante, sfruttare le migliori tecnologie. Questi gli ingredienti per un virtual-shop di successo. Ma non basta se tale iniziativa rimane nascosta…

Negli ultimi anni la Rete delle reti è stata oggetto di una crescita letteralmente esponenziale. Dalla nascita del WWW gli appassionati sono cresciuti di numero in maniera vertiginosa, divenendo finalmente semplici "utenti".
Con l'aumentare degli utenti è aumentata l'attenzione verso il nuovo mezzo da parte delle aziende, che sempre in maggior numero hanno cominciato a pensare a come utilizzare la Rete per promuovere i loro prodotti ed i loro servizi.
Realizzare un sito Internet è sicuramente una risposta, ma non può essere "la" risposta. Per quanto bello, per quanto complesso, per quanto utile possa essere un Website, infatti, se non verrà visitato da un numero sufficiente di utenti sarà assolutamente inutile.
Come fare, quindi, per aumentare la propria visibilità in rete? Le tecniche pubblicitarie tradizionali si adattano al nuovo mezzo di comunicazione? E come? Sono queste le domande alle quali esperti di comunicazione e marketing di tutto il mondo, in questo momento, stanno lavorando per fornire risposte adeguate.

Le regole della Rete

Il modo di fare comunicazione, in rete, cambia. E cambia il modo di fare comunicazione commerciale, di fare marketing. La pubblicità è l'anima del commercio anche, e soprattutto, su Internet. In un negozio la gente può entrare per caso, perché vi passa davanti. In Rete non esistono strade, e nei negozi (quelli virtuali) la gente non può entrare per caso; deve digitarne l'indirizzo nel browser. Ecco quindi che l'advertising ha un ruolo strategico se si vuole avviare una iniziativa commerciale su Internet. E l'advertising, in Rete, ha le sue regole. Chiariamo con un esempio.
Chiunque abiti in un centro cittadino è ormai abituato ad eliminare quotidianamente dalla propria cassetta delle lettere decine di volantini pubblicitari. Offerte di detersivo e corsi di lingue passano dalla cassetta delle lettere al cassetto dei rifiuti in pochi secondi. Il passaggio, naturalmente, avviene per mano del destinatario dei messaggi promozionali che getta, indifferente, fogli e foglietti nella spazzatura.
Lo stesso individuo, poi, si collega ad Internet e controlla la sua posta elettronica. Se, tra i vari messaggi, dovesse trovare un e-mail pubblicitario, è sicuro che il disappunto sarebbe ben più intenso rispetto all'indifferenza mostrata verso i volantini promozionali a cui si accennava qualche riga sopra.
In questa significativa differenza nella reazione ad uno stesso stimolo, la ricezione di un messaggio pubblicitario (reale o virtuale che sia), è ben percepibile il divario tra due mondi, quello del reale e quello del virtuale; tra due modi di comunicare, quello proprio dei tradizionali media e quello nuovo, di Internet.
Per fare comunicazione pubblicitaria su Internet è necessario conoscere bene la Rete e le sue dinamiche. È importante conoscere il ruolo di elementi come la netiquette (contrazione di "network etiquette" - etichetta della rete), per evitare di andare contro i suoi principi.
Quando si vuole avviare una campagna pubblicitaria su Internet è quindi fondamentale considerare la diversa natura del mezzo che si vuole utilizzare, e la diversa predisposizione dei suoi utenti nel ricevere messaggi pubblicitari. È inoltre necessario tenere bene in considerazione il fatto che Internet è un medium in evoluzione, in continuo cambiamento.
Quali sono, quindi, gli strumenti a disposizione di chi vuole fare pubblicità in rete?

Gli strumenti dell'advertising elettronico

Pubblicizzare un servizio in Rete è una operazione complessa e, in una certa misura, costosa. Sono ormai passati (ma sono mai esistiti?) i tempi nei quali Internet era considerata un luogo ove Microsoft e Mario Rossi avevano la stessa visibilità.
L'investimento per una campagna pubblicitaria in Rete, anche se relativamente più basso rispetto a quello necessario per una equivalente operazione di tipo tradizionale, è comunque ingente. Il costo per contatto è in tutto e per tutto paragonabile a quello di altri mezzi di comunicazione di massa. Fare pubblicità su Internet richiede una attenta pianificazione dell'investimento. È bene quindi calibrare tale investimento scegliendo con cura gli strumenti da utilizzare.
La promozione di un sito Internet comincia con la realizzazione del sito stesso. È estremamente importante, infatti, che già nella fase di produzione gli sviluppatori si preoccupino di inserire nelle pagine del sito alcuni elementi che poi, nella fase promozionale, si riveleranno fondamentali. Quali?
La maggior parte degli utenti della Rete ottiene gli indirizzi utilizzando quelli che vengono definiti Search Engine: motori di ricerca. Un motore di ricerca è uno strumento di catalogazione che immagazzina in un database tutti gli indirizzi che trova, conservando di ogni indirizzo anche alcune informazioni chiave. Tali informazioni sono estrapolate dal contesto della pagina HTML con diversi criteri. La frequenza delle parole, la loro dimensione (desunta dai codici HTML), il titolo della pagina. I più importanti, però, sono quei comandi dell'HTML che vengono definiti "MetaTag". Un MetaTag è un elemento presente nel codice HTML che non viene visualizzato nel browser, ma che è interpretato dal sistema di catalogazione, che è in grado così di estrarre dalla pagina informazioni circa l'autore del documento, la data di pubblicazione dello stesso, la descrizione approfondita dei contenuti, una lista di parole chiave predefinita dall'utente. Usare i MetaTag vuol dire assicurarsi che le pagine prodotte vengano inserite correttamente nei Search Engine, e che possano apparire all'utente quando questo dovesse ricercare informazioni in esse contenute.
Per semplificare il lavoro degli sviluppatori sono stati realizzati degli applicativi software in grado, una volta acquisiti dei parametri, di inserirli automaticamente in testa a tutte le pagine HTML di un sito Web, assicurandone così la corretta indicizzazione.
Anche la registrazione presso i motori di ricerca può essere effettuata per mezzo di applicativi software, o affidata a società specializzate che se ne occupino. Tali società, spesso, registrano gli indirizzi in centinaia di piccoli motori di ricerca. È bene però, prima di investire in registrazioni "a tappeto", considerare il fatto che quasi il 90% delle ricerche viene attualmente effettuato per mezzo dei soli cinque principali Search Engine (Fonte: NUA Ltd.): come dire, meglio pochi ma buoni.
Simili ai Search Engine sono le Directory, che contengono nei loro database un numero minore di siti, ma con contenuti di migliore qualità e spesso visitati e descritti da una redazione di esperti. Preoccuparsi dell'inserimento del proprio sito nelle directory principali (un esempio per tutti: http://www.yahoo.com/), così come registrarlo nei più importanti Search Engine (un esempio: http://www.altavista.com/), costituisce il primo passo della campagna promozionale di un sito Internet.
L'inserimento di un sito all'interno di un motore di ricerca costituisce una forma di pubblicità attiva, in quanto consente all'utente che cerchi informazioni potenzialmente contenute nel sito di trovarle con relativa semplicità. Esistono tuttavia anche in Rete metodi pubblicitari di tipo tradizionale, che prevedono di "raggiungere" l'utente in maniera più o meno mirata.

Il banner

Il più diffuso di questi consiste nell'utilizzo di quelli che vengono definiti banner. Il banner sta ad Internet come gli annunci economici stanno ai giornali tradizionali. In altre parole il banner è una vera e propria inserzione pubblicitaria che viene visualizzata all'interno di una pagina HTML. I banner vengono acquistati dall'utente in pacchetti che prevedono l'acquisizione di un numero predefinito di impression (visualizzazioni), e quindi mostrati nelle pagine di siti ad alto traffico. Ad ogni banner può essere assegnato un target d'utenza. La definizione di target d'utenza differenziati in base a più settori d'interesse consente di identificare delle categorie di visitatori ai quali mostrare un banner piuttosto che un altro. In altri termini è possibile mostrare in una pagina dedicata ad un particolare argomento soltanto banner attinenti a tale argomento. Parimenti è possibile far sì, ad esempio, che i banner visualizzati nelle pagine di un Search Engine riportanti i risultati di una ricerca siano relativi all'oggetto della ricerca stessa. Il costo di un banner varia in media dalle 50 alle 200 lire per impression. Tanto più sarà mirata e specifica la platea d'utenza alla quale visualizzare l'annuncio pubblicitario, tanto maggiore sarà il suo costo.
La validità di un banner si misura in click-through, ossia nel numero di volte nelle quali gli utenti "cliccano" il banner per ottenere informazioni sul prodotto o visitare il sito pubblicizzato. Il click-through è un valore espresso in una percentuale definita dal rapporto tra visualizzazioni e click sul banner. Percentuale che in genere varia tra il 3 e l'8% delle impression totali. Da questo dato si può evincere il costo-visita di un banner, che equivale a qualcosa come 2.000 lire circa per contatto. Tuttavia uno studio della NetRatings, datato ottobre 1998, tende a dimostrare come l'utilizzo di banner pubblicitari aumenti il numero di visite al sito pubblicizzato indipendentemente dal fatto che queste avvengano per click diretto dal banner. In altri termini gli utenti, visto il banner, spesso visitano il sito indicato soltanto in un secondo momento, rendendo imprecisi per difetto i report degli stessi sistemi di gestione. Ciò dovrebbe abbassare sensibilmente il costo-visita di un banner. La vendita di banner è stata sinora gestita da società specializzate in advertising on line, come DoubleClick (http://www.doubleclick.com/) a livello internazionale o Active Advertising a livello italiano (http://www.activeadv.com/); tuttavia negli ultimi tempi tutte le maggiori aziende di pubblicità stanno aggiungendo la vendita di banner pubblicitari ai loro listini, segno del fatto che la penetrazione di Internet, e quindi la sua valenza come canale commerciale, è in forte aumento nel nostro Paese come nel mondo.

L'e-mail quale canale pubblicitario

Anche la posta elettronica può costituire un buon canale pubblicitario. In questo caso è necessario, tuttavia, fare molta attenzione. Come si evince dalla reazione dell'utente dell'esempio riportato nelle pagine precedenti, i navigatori di Internet tengono molto alla loro privacy e, in base al galateo della Rete, l'invio di messaggi non richiesti ad un indirizzo di posta elettronica o peggio, in un'area pubblica di discussione, è una grave violazione della privacy (oltre che una perdita di tempo per l'utente che deve scaricare la posta. E il tempo, al telefono, è denaro!). Il mass mailing (invio di messaggi di posta elettronica ad un largo numero d'utenti) è quindi un'arma a doppio taglio. Indubbiamente ha il pregio di avere un costo per contatto estremamente basso. È semplicissimo "estrarre" in pochi minuti da gruppi di discussione pubblici, migliaia e migliaia di indirizzi E-mail, anche grazie a software dedicati allo scopo. Indirizzi, peraltro, di utenti implicitamente interessati ad un particolare argomento, in quanto iscritti ad uno specifico gruppo di discussione. Tuttavia tale operazione è considerata fortemente scorretta e in molti paesi, Italia compresa, se fatta non rispettando precise norme volte alla tutela dei dati personali (e l'E-mail è a tutti gli effetti un dato personale), anche illegale. È bene quindi fare molta attenzione prima di intraprendere azioni di mass-mailing, che, oltre a generare proteste da parte degli utenti, potrebbero rivelarsi controproducenti ledendo l'immagine dell'azienda e addirittura arrivando a produrre ripercussioni legali. Meglio, volendo utilizzare la posta elettronica come veicolo promozionale, fare riferimento a società che raccolgono indirizzi di utenti interessati a ricevere informazioni relative a particolari settori di mercato. Il costo per contatto, in questo caso, varia tra le 1.000 e le 1.500 lire.
Altra soluzione è quella di "sponsorizzare" mailing list esistenti con messaggi promozionali. Uno studio della CMP (Information Week Daily) dimostra come il 40% degli utenti trovi tali annunci promozionali "poco o per niente fastidiosi", ed il 56% li ritenga "meno invadenti degli annunci televisivi". Lo stesso studio dimostra come una percentuale variabile tra il 20 ed il 40% degli utenti della mailing list - dopo aver ricevuto l'annuncio - visiti il sito dello sponsor. Una percentuale dieci volte maggiore rispetto a quella dei Banner Ads!

Le dimensioni del fenomeno

Quali sono le effettive dimensioni economiche dell'on-line advertising?
L'Internet Advertising Bureau, in uno studio datato maggio 1999 realizzato dalla PriceWaterhouseCoopers, dimostra come nel corso del 1998 gli Stati Uniti d'America abbiano speso in Internet Advertising (nelle sue varie forme) quasi due miliardi di dollari; il doppio rispetto al 1997. Per la prima volta, in USA, l'on-line advertising ha superato l'outdoor advertising, che nel 1998 ha comportato un investimento di un miliardo e mezzo di dollari. Nello studio si stima che il 29% della cifra sia stata spesa per pubblicizzare beni di consumo, il 20% per articoli correlati all'Information Technology, il 19% per promuovere servizi finanziari, l'8% per sistemi di TLC ed il restante 7% per altri prodotti. Il Banner rimane la forma di advertising più diffusa, seguita dalle sponsorship e dall'E-mail advertising.
E per il futuro? SimbaNet prevede per gli Stati Uniti una spesa in advertising interattivo di sette miliardi di dollari entro il 2002. Il momento di crescita più forte dovrebbe avvenire proprio nel corso del 1999, con una spesa di cinque miliardi e mezzo di dollari.
In Europa la spesa prevista in interactive advertising (Internet e TV digitale) per il 2002 è più contenuta. Datamonitor, infatti, stima che per quell'anno le aziende europee spenderanno qualcosa come quattro miliardi e mezzo di dollari. Una crescita comunque non indifferente, se si considera che nel 1997 l'Europa ha speso soltanto cinquanta milioni di dollari.
Quali le aziende che hanno investito di più nell'Internet advertising? Questi i dati relativi al febbraio 1999 secondo Nielsen Net Ratings: Microsoft, con trecento milioni di impression, seguita dal colosso della vendita on-line Amazon.com, con centottanta milioni di impression e la directory Yahoo (centocinquanta milioni di impression).

Ai confini dell'advertising

Anche se con parametri e modalità diverse, la pubblicità su Internet, seguendo uno schema già visto nello sviluppo delle TV commerciali, sta pian piano acquisendo un ruolo di primaria importanza. Tuttavia la pubblicità in Rete è diversa da quella degli altri media. È più discreta, meno invadente. Non viene percepita dall'utente come una limitazione o come un vincolo. Tanto più che, grazie ad essa, sempre più spesso gli operatori riescono ad offrire ai loro utenti servizi in forma gratuita.
Agli Internet provider tradizionali, infatti, anche nel nostro paese si stanno affacciando fornitori che offrono guadagnando sui consumi telefonici e sulla vendita di spazi pubblicitari. Tiscali Free Net è probabilmente solo il primo di una serie di operatori che daranno l'accesso alla Rete in forma gratuita. L'on-line advertising supera Internet ed arriva al telefono. È ormai oltre un anno che una società svedese, la GratisTelephone, fornisce gratuitamente connettività telefonica a fronte di messaggi promozionali che gli utenti devono ascoltare all'inizio e durante le loro conversazioni.
Il modello che vede l'advertising quale strumento di abbattimento dei costi per l'utente finale, rendendo la pubblicità non soltanto poco invasiva e fastidiosa ma addirittura auspicabile e benvenuta va sempre di più consolidandosi. Negli Stati Uniti, paese da sempre all'avanguardia in tema di tecniche di comunicazione pubblicitaria, sono già più d'uno i fornitori di accesso ad Internet che, insieme a fornitori di hardware, danno agli utenti l'accesso ed i computer per collegarsi ad Internet in maniera totalmente gratuita. La contropartita è quella di installare su tali computer un software che nei tempi stabiliti si collega alla Rete ed aggiorna lo sfondo del desktop e lo screen-saver con messaggi promozionali inviati dal network pubblicitario.
È comunque difficile in questo momento valutare il pericolo di rigetto di tali tecniche commerciali.

Stefano Epifani 

 
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Ultimo aggiornamento: 29-nov-2005