|
Le
esigenze del commercio elettronico rispetto alla logistica
Le nuove
tecnologie modificheranno la gestione dei flussi di beni e di informazioni lungo
la catena di creazione del valore
Il
business to consumer
Nell'analisi delle problematiche correlate allo sviluppo del commercio in Rete,
il tema della gestione dei flussi logistici riveste un ruolo fondamentale. Un
buon punto di partenza per chiarire gli aspetti principali è quello di
suddividere i prodotti in due grandi categorie significative per il commercio
elettronico: i beni materiali e i beni immateriali. Non ci riferiamo alla
tradizionale classificazione utilizzata nel marketing, nella quale i beni
immateriali sono tipicamente i servizi o i prodotti che non hanno bisogno di un
supporto fisico. Nel nuovo ambiente digitale la veste di prodotto immateriale
bene si adatta anche a tutti quei beni che possono essere facilmente convertiti
in formato digitale, cioè in sequenze di bit da inviare sulla Rete grazie alle
normali linee telefoniche e al normale hardware. Acquistare ad esempio un
pacchetto software nel cybermercato, non implica che la confezione contente i
floppy disk debba essere recapitata a casa dell'utente: il software può essere
più semplicemente inviato sul computer del cliente grazie a programmi appositi
di trasferimento file come FTP. Lo stesso sistema può essere utilizzato per
commercializzare audio, video, libri, immagini e tutto ciò che può essere
digitalizzato. Si pensi all'utente che desidera entrare in possesso delle ultime
due annate di un quotidiano economico. La gestione logistica di quest'ordine
comporta per l'editore un impegno notevole in termini di risorse, e in ultima
analisi di costi che poi sono scaricati sul cliente finale. Lo smaltimento dello
stesso ordine in formato digitale è molto più semplice e decisamente meno
oneroso per entrambe le parti: è sufficiente che l'editore invii al cliente le
annate richieste in un formato elettronico standard (Html, PDF o PostScript),
per evitare di dover muovere dai magazzini grosse quantità di carta.
Il problema logistico diventa invece pressante nel caso in cui i beni
commercializzati non possano essere ridotti in forma elettronica. In questo caso
occorre mettere a punto dei sistemi efficienti che, con il minor impiego di
risorse, consentano al venditore di recapitare all'acquirente i prodotti
acquistati online.
Le principali difficoltà che un operatore incontra nel rendere operativo un
sistema di questo tipo riguardano per lo più l'incidenza dei costi logistici
sul prezzo finale del bene e l'ampiezza geografica del mercato di riferimento.
Il primo problema è correlato al basso valore unitario di molti beni
commercializzati sulla Rete: l'incidenza dei costi logistici per la consegna dei
prodotti ai clienti diventa troppo elevata per rendere conveniente alle aziende
l'implementazione di reti distributive proprietarie che si occupino del recapito
dei prodotti acquistati. Negli USA, dove il commercio online è molto più
diffuso che in Europa anche nella dimensione del business to consumer (grazie
anche alla consolidata tradizione di questa nazione nelle vendite per
corrispondenza), le aziende che vendono online prodotti a basso valore si
servono in larga misura dell'operatore postale pubblico. Quest'ultimo, grazie
alla capillarità della rete di cui dispone sul territorio si candida ad essere
un operatore privilegiato nel recapito a domicilio dei prodotti acquistati
online. Tale tipo di soluzione non sembra attuabile in un paese come l'Italia,
dove la ben nota inefficienza dell'operatore pubblico ha contribuito nel passato
al fallimento di numerose iniziative di vendita a distanza.
L'integrazione di una struttura dedicata alla gestione dell'ultima parte del
processo logistico non appare conveniente nel mercato elettronico anche a causa
delle dimensioni geografiche che tale mercato assume. Le aziende che decidono di
entrarvi devono considerare quale elemento critico il fatto che si rivolgono ad
una platea di acquirenti dislocati in ogni parte del mondo. La maggior parte dei
grandi operatori del mercato online al dettaglio ha quindi scelto di affidare la
logistica ad aziende specializzate, che già dispongono di una rete diffusa ed
affidabile, che consenta un alto livello di efficienza nella consegna dei
prodotti ai clienti. Amazon.com, Dell, iMall e, per citare un caso italiano,
Cybermercato, hanno delegato al di fuori dell'azienda i processi logistici
affidandoli ad aziende come DHL, UPS, o altri corrieri con i quali, in molti
casi, hanno realizzato delle vere e proprie partnership strategiche. In realtà
non mancano gli esempi di imprese che, pur operando in Rete, gestiscono
direttamente la consegna fisica dei prodotti ai clienti; si tratta tuttavia di
casi particolari. Per lo più queste sono aziende che già prima di operare
online effettuavano con propri mezzi la consegna a domicilio dei prodotti
venduti. Un esempio è Peapod, catena grocery statunitense che da qualche tempo
opera nel mercato elettronico: Peapod effettua il servizio di consegna a
domicilio, ma solo in ben determinate zone del paese, ossia quelle in cui
dispone di magazzini e di mezzi di trasporto. Si tratta quindi di un azienda che
non applica il modello di business globale, tipico del nuovo mercato digitale,
ma che sfrutta la Rete per fornire un servizio di alta qualità in aree
geografiche ben delimitate.
La gestione della logistica è comunque un problema ancora aperto: le
sperimentazioni in atto sono numerose, ed alcuni operatori puntano su soluzioni
"ibride". In Germania, ad esempio, alcune aziende distributive stanno
sperimentando partnership con le compagnie petrolifere per il ritiro dei beni
acquistati online presso le stazioni di servizio abitualmente frequentate dai
clienti.
Il
business to business
Le nuove
tecnologie di commercio online possono essere applicate con successo anche nella
gestione logistica delle transazioni business to business. In questo tipo di
transazioni l'efficienza e l'efficacia del processo logistico sono, rispetto al
caso del settore consumer, ancora più determinanti per il successo competitivo
aziendale. Questo è per lo più dovuto al fatto che le aziende oggi operano in
un mercato allargato e dinamico, di dimensione mondiale e con struttura
reticolare. Esiste un grandissimo numero di interconnessioni tra aziende,
fornitori, partner e clienti, un fenomeno che non ha mai avuto luogo nel passato.
Le transazioni business to business si svolgono tra una molteplicità di attori,
distribuiti lungo tutta la catena di creazione del valore del prodotto, e
proprio la complessità di tali relazioni porta a ritenere che il miglioramento
dell'assetto logistico sia fondamentale per la strategia competitiva delle
aziende.
Questo nuovo approccio alla filiera aziendale ha al suo centro una nuova entità:
l'informazione, che la quale deve muoversi parallelamente al flusso logistico e
in entrambe le direzioni. Ed è proprio la movimentazione delle informazioni a
rivelarsi spesso il punto critico nella fornitura di un servizio di alta qualità:
è stato infatti calcolato che la quantità di documentazione richiesta per
spostare delle merci da una parte all'altra del globo richiede frequentemente
tempi più lunghi della stessa movimentazione fisica. Da questo punto di vista,
Internet può far conseguire alle aziende grandi vantaggi, rendendo possibile la
trasmissione di informazioni, dati e documenti in tempo reale. Tuttavia restano
ancora alcuni punti aperti, che riguardano in primo luogo la compatibilità dei
sistemi operativi tra i vari agenti che operano all'interno della catena del
valore, ed in secondo luogo e alcuni ostacoli di tipo istituzionale. A questo
proposito, infatti, molti paesi riconoscono ancora la validità testimoniale
all'unico documento cartaceo, ma è probabile che questa impasse burocratica
verrà eliminata nel giro di poco tempo.
L'utilizzo della rete Internet per lo scambio di informazioni presenta numerosi
vantaggi rispetto alle reti dedicate di tipo EDI, che erano utilizzate in
passato per questo scopo. I vantaggi sono soprattutto di due tipi: vantaggi di
costo (il collegamento e l'utilizzo della Rete Internet hanno costi d'esercizio
sensibilmente più bassi rispetto a quelli delle linee dedicate) e vantaggi in
termini di efficienza (l'unicità del protocollo TCP/IP risolve i problemi
legati alla compatibilità delle diverse piattaforme software e consente lo
scambio di informazioni in differenti formati quali testo, grafica, audio). La
rete Internet, inoltre, consente l'integrazione tra vari tipi di tecnologia come
fax, telefonia GSM, pager, eccetera.
Oggi molte imprese (tra cui anche grandi gruppi della distribuzione come Tesco),
per le quali l'efficienza logistica è una delle chiavi del successo competitivo,
hanno ristrutturato i propri sistemi informativi trasferendo le reti EDI,
peraltro utilizzate da anni con successo nella gestione dei rapporti con partner
e fornitori, su protocollo IP, riducendo ulteriormente i tempi di attesa e le
inefficienze nella gestione delle merci e dei magazzini.
Alessandro
Bolla |
|